Monnalisa '82

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Monnalisa '82

Monna Lisa’82: Critica di Pierpaoli


Gli occhi di Monna Lisa sono diventati di ghiaccio, il suo sorriso è naufragato in un terremoto, così come le mani, i capelli ed il paesaggio.

Monna Lisa non è più nell’atto di rivolgere la parola al suo rispettoso visitatore, dopo secoli di colloqui, di dialoghi, confidenze e sussurri, magici e rispettosi, nei luoghi incantati del paesaggio sull’anelito.

Ora Monna Lisa ha modificato il suo sguardo di sublime comprensione sulle attese dell’uomo, di tenera guida, di sicura e ferma compagna di viaggio.

Ora Monna Lisa ha occhi di perla, immersi nella scomposta scena tumultuosa che rappresenta il nostro tempo.

Lo sguardo è ciecamente vitreo, implacabile, esterrefatto; è sguardo estremo ai limiti della speranza, sopra un mondo esploso, in cui è molto difficile trovare valori che incitino a superare il caos dilagante degli egoismi.

L'opera di Antonio Romano non è casuale, ma titanicamente spontanea; essa è stata voluta dal profondo dell'anima in una tensione creativa senza limiti, in cui la mano dell'artista ha seguito il grande cuore, il vero sentimento, la generosa estrosità pervasa di sogno e di infinto equilibrio.

Non è casuale la cuffia di stelle sulla fronte e sui capelli di Monna Lisa ’82, come un pezzo di firmamento; essa e scaturita dalla vulcanica creatività dell’artista, perché era già presente nella sua anima.

Non è casuale l’abisso di buio che si addensa proprio davanti agli occhi di Monna Lisa ’82, occhi mitici, simili a quelli dell’uccello caro a  Minerva, simboli di severa e divina saggezza, fissi nel movimento immobile di instancabile ricerca di se stessi, che caratterizza il vero artista.
Grande Antonio Romano, hai tutta la mia ammirazione.   
                                                                                    

Pierpaoli

Bari, Giugno 2006


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